romatoday.it Rimpallo di accuse e di responsabilità sugli errori commessi nella stesura delle graudatorie definitive, con la Camera di Commercio che non vuole diventare il capro espiatorio dei ritardi.
Non si ricorda, a memoria, uno scontro così frontale. La questione del rilascio delle 1.000 nuove licenze taxi di Roma ha causato frizioni, per usare un eufemismo, tra la Camera di Commercio e l’assessorato alla Mobilità. Motivo del contendere sono quei candidati, che inizialmente risultavano vincitori nelle graduatorie provvisorie, rimasti esclusi dalle graduatorie definitive a causa di “meri errori” tecnici. Infatti, gli aspiranti tassisti che hanno il cognome che inizia con la lettera “z” si sono ritrovati fuori dalla corsa per le nuove licenze.
Gli esclusi dalle graduatorie
Dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie avvenuta a novembre 2024, gli aspiranti tassisti che avevano concorso per ottenere 800 licenze ordinarie e 200 per il trasporto disabili pensavano che le graduatorie definitive, anche alla luce degli annunci fatti dall’amministrazione capitolina, sarebbero arrivate anche entro la fine dell’anno passato. L’attesa, invece, è durata molto di più e solo il 21 febbraio 2025 la Giunta comunale ha approvato le determinazioni con le graduatorie definitive e quella degli esclusi.
Ritardi
Occorre ricordare che il bando taxi era strettamente legate al Giubileo 2025. Vista una presunta carenza di auto bianche, il Comune si era deciso a rilasciare nuove licenze per non lasciare a piedi i pellegrini. Ad oggi, però, nessun nuovo tassista sta lavorando sulle strade romane.
Errori
Appena uscite le graduatorie definitive, diversi candidati si erano ritrovati esclusi perché non in possesso “dell’iscrizione a ruolo conducenti”, condizione necessaria per partecipare al concorso. È poi emerso che questa sorte era toccata ai candidati il cui cognome cominciava per “z”. Si era quindi capito subito che c’era stato, ad un certo punto, un errore.
Chi ha sbagliato?
Nel corso di un’audizione in commissione Mobilità, l’assessore Eugenio Patanè ha puntato il dito contro la Camera di Commercio. “Ci sono stati degli errori nella fase di verifica – ha detto – ci sono stati 13 casi che gestiremo in autotutela. C’è stato un errore di comunicazione con la Camera di Commercio che ci aveva detto che questi candidati non erano iscritti. Per un mero errore della Camera – ha spiegato Patanè – erano state scambiate due “O” per due “zero”. Sono errori materiali che devono essere aggiustati”.
La replica della Camera di Commercio
Letto l’articolo di RomaToday, la Camera di Commercio ha replicato con un durissimo comunicato. Tra l’altro, proprio mentre si svolgeva la commissione Mobilità nella quale Patanè ha parlato di questi problemi, il presidente della Camera, Lorenzo Tagliavanti, parlava nello stand di Roma Capitale al Mipim di Cannes per fare i complimenti al sindaco Gualtieri e alla sua amministrazione per il lavoro svolto a favore delle imprese romane.
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L’istituzione romana non vuole, in sintesi, che i ritardi nei rilasci delle licenze vengano in nessun modo attribuiti al suo lavoro. La Camera ha effettuato “4mila controlli in merito alle iscrizioni al ruolo conducenti” durante i quali sono emerse solo tre anomalie “attribuibili, peraltro, a un errore del sistema e prontamente corrette e comunicate agli uffici competenti di Roma Capitale”.
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La Camera è poi rimasta “esterrefatta” dalle dichiarazioni di Patanè in merito alla questione della lettera “z”. Una vicenda definita “a dir poco surreale” sulla quale “la Camera di Commercio è totalmente estranea”. Anzi, l’istituzione avrebbe tentato di mettere una “pezza” alle mancanze del Comune, segnalando a “Roma Capitale, dopo aver interloquito con gli interessati, la mancata presa in carico – da parte della stessa Roma Capitale – di 7 nominativi il cui cognome iniziava per la lettera “z”. Nominativi che, invece, erano legittimamente ricompresi nell’elenco che la Camera di Commercio aveva inviato agli uffici competenti di Roma Capitale”.
Quando si vedranno i nuovi taxi
Polemiche a parte, attualmente è impossibile prevedere quando si vedranno in strada i nuovi taxi. Con i controlli antimafia che vanno a rilento, al ritmo di 4 o 5 al giorno, c’è il rischio che i nulla osta agli idonei arrivino tra mesi. Tra l’altro, Patanè ha spiegato che si sta procedendo dai primi in graduatoria scorrendo verso gli ultimi. Insomma, chi ha ottenuto un punteggio basso rischia di poter avviare la propria attività a ridosso della fine dell’anno.
“Apprendo con sgomento quanto sta accadendo a Roma in merito alle graduatorie per le nuove licenze taxi – ha dichiarato, in una nota, Marco Bertucci, presidente della commissione Bilancio della Regione Lazio – dove la mancata presa in carico nelle graduatorie di alcuni nominativi di cui il cognome iniziava per Z a causa, pare, di una “svista” del sistema informatico, il tutto dopo l’approvazione definitiva delle liste, sta portando nuovi disagi ai lavoratori ed alle loro famiglie, già alle prese con i lunghissimi tempi che l’amministrazione capitolina ha impiegato per la pubblicazione delle graduatorie definitive ed ora costretti ad attendere ancora. Chiedo con forza all’amministrazione di Roma Capitale – ha continuato Bertucci – che tutte le anomalie in corso vengano sanate il prima possibile: è inaccettabile che tutto questo stia accadendo dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, che Roma sia ancora alle prese con le carenze di un servizio di trasporto fondamentale e che tanti lavoratori debbano attendere per poter legittimamente svolgere il loro impiego, essendo in pieno diritto di farlo”.