romatoday.it L’ex sindaca aveva modificato il regolamento per il trasporto non di linea a maggio 2021 inserendo l’obbligo di autocertificazione per le auto nere con licenze rilasciate da Comuni diversi da quello di Roma.
Le restrizioni nei confronti degli ncc che hanno una licenza rilasciata da un Comune diverso da quello di Roma sono legittime. Lo ha stabilito la sezione quinta del Consiglio di Stato, respingendo il ricorso di due diverse società, Sistema trasporti confederazione di imprese e Star Service Roma. Viene quindi data ragione all’ex sindaca Virginia Raggi che aveva modificato il regolamento capitolino per la disciplina degli autoservizi pubblici non di linea, approvato dall’assemblea il 27 maggio 2021. A fare discutere, in particolare, era l’articolo 29.
Cosa dice l’articolo 29 del regolamento
Occorre capire cosa stabilisce l’articolo 29 del regolamento che, di fatto, ha imposto alle auto nere nuove procedure per accedere in città, specialmente per quanto riguarda l’utilizzo delle corsie preferenziali e degli accessi nella Ztl.
In sintesi, i titolari di licenza ncc rilasciata da amministrazioni diverse da quelle capitolina devono presentare “apposita istanza con autocertificazione prevista dalla Legge n.21/1992” in via telematica per operare nella Capitale, dimostrando così “l’osservanza e la titolarità dei requisiti di operatività”. Sono previste autorizzazioni “su base giornaliera o settimanale e comunque connesse alla durata autocertificata dal titolare dei servizi per i quali si richiede l’accesso alle Ztl e alle corsie preferenziali”.
Maggiore controllo sui volumi di traffico
Una scelta, quella del Comune, che serve per “agevolare il controllo sul numero dei veicoli adibiti a servizio ncc – si legge nella sentenza – in attività sul territorio di Roma Capitale e di ridurre le congestioni di traffico in particolare all’interno delle Ztl”. Un potere, quello che si è intestato l’amministrazione, in linea con quanto stabiliscono le leggi a livello nazionale. Insomma, la richiesta di autorizzazioni, a maggior ragione per il fatto che possono essere inviate velocemente in via telematica, non rappresenta un ostacolo allo svolgimento del lavoro dei professionisti.
Con queste regole, sottolineano i giudici, l’amministrazione “acquisisce un dato circostanziato in ordine alla presenza, sul suolo comunale e sulle aree a traffico regolamentato, di titolari di vetture ncc che non hanno alcun presupposto legame con la città”. E grazie all’utilizzo delle autorizzazioni in via telematica, il privato non subisce danni o discriminazioni. Prevale, insomma, l’interesse collettivo ovvero quello di regolamentare gli accessi in città. Il Consiglio di Stato, quindi, ha respinto il ricorso confermando la bontà delle decisioni dell’ex sindaca Virginia Raggi.
Del resto, come aveva ricordato l’attuale assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, a fronte di circa 1.000 licenze di Roma, ogni giorno in città circolano almeno 4.500 auto nere provenienti da altre città. Anche per questo si stava pensando di pubblicare un bando per il rilascio di 2.000 nuove licenze. Questa gara, però, ancora non c’è stata. Il Mit, infatti, sta rivedendo i regolamenti per gli ncc ma, tra ricorsi e marce indietro, ancora non sono stati definiti. Finchè il ministero non chiuderà questa partita il Comune di Roma aspetterà per pubblicare la gara.
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